Scontri a Torino: intervista a una delle manifestanti

Riprendiamo la riflessione sul clima avvelenato di queste elezioni e sulla presenza di facinorosi per le strade del Paese. Come abbiamo descritto la violenza scimmiesca dei fatti di Piacenza, per dovere, riportiamo qui una breve intervista fatta a una manifestante che ha partecipato agli scontri di Torino del 22 Febbraio 2018. Le sue parole sono illuminanti per comprendere pienamente i meccanismi mentali di certe persone.

Insulti e auguri di morte: queste le parole dette dalla manifestante. A queste segue una giustificazione a quelle parole. Teniamo a precisare che la manifestante è una insegnante, il che rende tutto ancora più grave.

Chi potrebbe difenderli quando augurano la morte alla Polizia di Stato? Non sanno forse che proprio perché ci sono la Legge e la Polizia possono esprimere liberamente (e pacificamente) le loro opinioni? Con che coraggio giudicano gli agenti quando ottemperano al proprio dovere? I tutori dell’ordine non hanno un colore politico: sono demandati a mantenere l’ordine contro chiunque tenti di sovvertirlo. Venire giudicati per il lavoro svolto, a rischio della propria incolumità è altamente offensivo. Il caso di Torino dimostra bene come l’Italia stia vivendo un momento di forte crisi umana, politica e morale.

Commenti
Condividi: