Gli effetti della Riforma Madia sulla Polizia Penitenziaria in Sicilia

Mentre il termine ultimo delle elezioni si avvicina sempre di più e il clima tende ad arroventarsi, è giunto per noi il momento di fare il punto intorno ad alcune questioni politiche trattate dal Governo Gentiloni. Abbiamo fatto nelle settimane scorse un breve excursus sulla Riforma Orlando (solo parzialmente approvata). Adesso vorremmo concentrarci specificatamente su un’altra innovazione del Governo: stiamo parlando della Riforma della Pubblica Amministrazione voluta dal Ministro Marianna Madia. Voglia parlare, nella fattispecie, degli effetti della Riforma Madia (approvata il 2 Ottobre 2017) sulla Polizia Penitenziaria, in Sicilia.

La Riforma Madia

Il primo effetto registrato della Riforma Madia è stato un amplio taglio della pianta organica del Corpo di Polizia Penitenziaria. Una riduzione drastica che ha investito tutto il territorio nazionale, determinando un impoverimento dell’organico in carceri stracolme di detenuti (come ben sappiamo, violenti nei confronti degli agenti e degli operatori). Una defalcazione che mette a serio rischio la sicurezza interna di diversi istituti che già versano in situazioni gravi.

In Sicilia

In Sicilia, il defalcamento voluto dal Ministro, ha ridotto le unità organiche, facendole passare da 4770 a 4203. Questa ha determinato il caos nella redistribuzione degli agenti nelle sovraffollate carceri isolane. I tagli più incisivi si sono registrati a Palermo Pagliarelli (-38 unità), Palermo Ucciardone (-24 unità), Caltanissetta (-33 unità), Agrigento (-26 unità), Favignana (-19 unità), Giarre (-13 unità) e Enna (-11 unità). Vero è che in alcune carceri vi è stato un potenziamento (Caltagirone +81, Barcellona Pozzo di Gotto +49, Trapani + 27, Messina +19, Siracusa +6 e Augusta +2), ma la misura risulta insufficiente: l’ennesima toppa su di un vestito strappato. Non ci rendiamo conto che rischiamo di rimanere coperti con le sole foglie di fico?

Fin dall’inizio, il piano di ridimensionamento delle piante organiche voluto dal Ministro Madia ha avuto una natura coatta, che abbiamo deciso di combattere e denunciare. La situazione, come mostrano le continue aggressioni dei detenuti ai danni di poliziotti penitenziari non può che peggiorare. Bisogna alzare la voce!

La Beffa

A titolo puramente informativo riportiamo un dato interessante anche se beffardo. Mentre l’organico viene defalcato e il carico di lavoro cresce vertiginosamente (insieme alla mancata sicurezza sul posto di lavoro), è invece aumentata del 83% la paga percepita dei detenuti.

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