Operazione della Polizia Penitenziaria e della Polizia di Stato a Roma e Milano

All’alba di oggi il nucleo investigativo centrale della polizia Penitenziaria con la squadra mobile di Roma e Milano  ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Roma, su richiesta della dda di Roma nei confronti di quattro albanesi: O. A., 26 anni, già ristretto presso la casa circondariale di Regina Coeli; M. A., 23 anni, già agli arresti domiciliari nella provincia di Cremona; M. K., 21 anni; S. M., 40 anni, tutti responsabili, in concorso tra di loro, del reato di procurata evasione. I provvedimenti sono stati eseguiti a Roma e nel cremonese per quanto concerne O.A. e M. A., mentre per M.K. e S.M., sono in atto ricerche nell’intero territorio nazionale.

L’indagine. L’ordinanza è stata emessa a seguito di una complessa ed articolata attività investigativa coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Roma, scaturita dall’evasione di Rebibbia degli albanesi B.T., di 36 anni, detenuto per omicidio, condannato all’ergastolo; P.I., 40 anni, detenuto per tentato omicidio, possesso di armi e sequestro di persona, con fine pena prevista per il dicembre 2041 e H. M., 38 anni, detenuto per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanza stupefacente, con fine pena prevista nel marzo 2020.

L’evasione. La notte del 27 ottobre 2016, dalla casa circondariale di Rebibbia i tre detenuti, dopo aver segato le sbarre della finestra della loro cella ed aver percorso un tortuoso itinerario all’interno del carcere, avevano raggiunto il muro di cinta e, calandosi con delle lenzuola annodate, eranoriusciti ad abbandonare la struttura. Dalla dinamica dell’evasione apparve subito chiaro che i tre avevano pianificato con cura le modalità di fuga e che godevano della complicità, fuori dal carcere, di alcuni complici che li avevano fatti salire in auto nei pressi delle mura di cinta, consentendogli di allontanarsi velocemente.

La fuga. Le indagini del NIC  sono state articolate su una complessa analisi dei tabulati telefonici delle utenze di ciascun detenuto e su intercettazioni telefoniche nei confronti di familiari dei tre fuggitivi. Grazie a tale attività, sono stati scoperti i favoreggiatori, oggi arrestati. Gli elementi acquisiti hanno infatti consentito di ricostruire l’accaduto durante e dopo l’evasione. I fratelli a. E K. M., nipoti dell’H.M., insieme a S.M., la sera del 26 ottobre, dopo essere stati contattati dall’interno del carcere, erano partiti da Milano per raggiungere la Capitale dove, nei pressi di Rebibbia, si incontrarono con O.A. I quattro prelevarono poi gli evasi dandosi alla fuga e facendo perdere le proprie tracce.

Gli arresti. Nell’ambito delle incessanti attività volte a ritrovare i tre evasi, O.A. è stato arrestato dal NIC  nel novembre scorso poiché trovato in possesso di circa 45 chili di marijuana. H. M. è stato catturato la sera del 10 febbraio scorso in provincia di Como, in località Luisago, ove si nascondeva all’interno di un’abitazione a tre piani presa in affitto, favorito nella latitanza da alcuni parenti tra cui il cugino K., il quale, a seguito di perquisizione domiciliare della sua abitazione di Concagno (Co), è stato trovato in possesso di 1 chilo di cocaina. Al momento dell’arresto, H.M. aveva con sé documenti romeni contraffatti.

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